Quando trasgredire la cornice terapeutica tradizionale conduce al cambiamento progressivo e non a violazioni etiche: il lavoro del giardino segreto. Di Edward T. Novak.
Veronica Milinovich, Enrico Benelli
L’autore utilizza la metafora dei giardini segreti, proposta da Eric Berne, per esplorare quelle relazioni terapeutiche che permet-
tono una immersione più completa nel mondo interno e privato del paziente (ndt è stato deciso di utilizzare la dicitura di “paziente”,
maggiormente in uso in Italia). Il lavoro del giardino richiede un livello di intimità terapeutica compatibile con la profondità di que-
sto spazio privato e, probabilmente, anche alcune modificazioni del modello di intervento; tali modificazioni sono pensate
specificatamente per le problematiche e i bisogni di quel determinato paziente. Questo modo di lavorare e di stare nella relazione
può attivare alcune paure e vulnerabilità sia nel paziente sia nel terapeuta e, talvolta, queste modificazioni del setting tradizionale
possono essere percepite come vere e proprie trasgressioni. L’autore utilizza il termine trasgressivo per riferirsi ad un tipo di
lavoro, pensato ad hoc per quel paziente specifico, che viola i protocolli di intervento più conosciuti o le cornici di riferimento
tradizionali ma senza mai oltrepassare il limite imposto dall’eticità. Egli descrive in che modo tali trasgressioni funzionino come un
ponte, funzionale per l’esplorazione, tra il lavoro regressivo e l’appropriazione di nuove modalità di esistere e di stare in relazione. P
er tutto l’articolo, l’autore riflette sul suo personale lavoro del giardino al fine di facilitare il collegamento tra teoria e pratica.