Lo spazio d’ascolto: luogo di contratti
Alessandra Braga
L’articolo propone una riflessione critica sull’uso del termine “sportello scolastico”, ritenuto inadeguato a descrivere la complessità della relazione psicologica in ambito educativo. Il termine evoca una dinamica gerarchica e prestazionale che rischia di ostacolare la co-costruzione di significato tra professionista e utente. L’autrice propone di sostituirlo con “spazio d’ascolto”, inteso come luogo abitato, dialogico e relazionale, fondato su una posizione esistenziale paritaria (Io+ Tu+). Lo spazio d’ascolto valorizza la collaborazione, la resilienza e la co-creazione di opzioni. Viene pre- sentata una mappa dei contratti (amministrativi, organizzativi, ope- rativi, di seduta) necessari a costruire uno spazio efficace, ispirata all’Analisi Transazionale (AT). Tale mappa è descritta attraverso una rappresentazione grafica delle reti relazionali e dei contratti sottostanti in cui emerge la figura del professionista come facilitatore di reti e legami, capace di mantenere equilibrio tra i diversi attori coinvolti (scuola, famiglia, bambino), per favorire un contesto di crescita condivisa.