Dalla psicoanalisi all’Analisi Transazionale, l’evoluzione di una teoria passando per i giochi
Massimo Gaudieri
L’AT raccoglie la staffetta dalla psicoanalisi, approfondendo e portando fino alle estreme conseguenze la Psicologia dell’Io figlia della teoria dualistica della personalità (vedi anche Berne, 1968). La teoria degli SdI ci rende intelligibile la copresenza simultanea di realtà egoiche organizzate attorno a PSC differenziati, e la teoria delle Fami ci consente di leggere con maggiore chiarezza le differenti spinte pulsionali, già intraviste da Freud con la riflessione sugli istinti pro-individuo e gli istinti pro-specie; la teoria dei giochi, così come ci viene proposta da Berne (1970, 1972ab), successivamente approfondita da J. James, 1976, ed ulteriormente articolata nella mia riflessione (Gaudieri M., 1998b), ci consente di avere una comprensione di come omeostaticamente interagiscano forze organizzate attorno a PSC diversi e motivate da spinte istintuali “inconciliabili”. La funzione omeostatica dei giochi facilita il processo ridecisionale di decisioni e convinzioni di copione, ma anche l’organizzazione di un nuovo gestore delle spinte pulsionali che facilita l’integrazione dell’individuo. Questo lavoro propone una rilettura di aspetti della teoria dei Giochi, con un’attenzione particolare all’organizzazione del setting ed alla gestione della relazione terapeutica.